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Uscendo
da Casa Capellini, in via Ettore Cozzani, vi trovate sulla piazza della
chiesa a pochi metri dalla chiesa parrocchiale di Manarola dedicata a
San Lorenzo martire.
Si nota immediatamente la disposizione senza continuità tra la chiesa,
l'oratorio, il campanile e anche la canonica, che risulta essere assai
inusuale.
La fondazione della chiesa è indicata, in latino, nell'epigrafe in
marmo che si trova sul lato destro della facciata.
Tradotta in Italiano la scritta recita:
"NEL NOME DI CRISTO, COSì SIA,
1338 NEL MESE DI AGOSTO
QUESTA CHIESA VENNE FONDATA
DAL COMUNE DEGLI UOMINI DI
MANAROLA E VOLASTRA,
SOTTO L'INVOCAZIONE DELLA NATIVITA'
DI MARIA, COSI' SIA"
L' originaria dedicazione della Chiesa alla natività della Vergine
Maria venne mutata in quella di San Lorenzo nella seconda metà del XVII
secolo.
La facciata i conci di pietra arenaria perfettamente squadrati si
adorna di uno splendido rosone in marmo di Carrara del 1375; nella
epigrafe sotto il rosone, scritta in latino, tradotta in italiano si
legge: "Nel nome di Cristo. Nell'anno 1375 nel mese di agosto fu fatto
questo lavoro essendo Massari Giuliano di Lucchinetto e Lanzarotto di
Marcherotto, Rettore della Chiesa Prete Rolando".
Il rosone gotico è ricco di intarsi e trafori, i cui caratteri
permettono di attribuire l'opera ai marmorari campilinesi che
largamente operarono nella zona.
Le forme gotiche sono evidenti anche all'interno, a tre navate con
archi massicci ad andamento ogivale. La volta a botte ha sostituito la
originaria copertura lignea a capriate.
Nell'abside è posto un polittico in legno di pregevole fattura;
rappresenta al centro la Madonna con bambino in trono.
Nei pannelli laterali appaiono San Matteo e San Giovanni Battista, a
sinistra e a destra Santa Caterina d'Alessandria e San Lorenzo.
In alto si evidenziano tre piccoli dipinti: al centro Dio Padre in atto
di benedire con il libro aperto e l'iscrizione "ego sum lux mundi, via
veritas".
Ai lati due edicole, a sinistra l'angelo annunciante con in mano una
carta con la scritta: AVE GRATIA PLENA DOMINUS TECUM; a destra la
Vergine annunciata in ginocchio, con le mani giunte.
L'opera viene definita da alcuni critici, di scuola giottesca, da altri
di scuola conquecentesca.
Da approfonditi studi l'opera viene attribuita ad un anonimo
quattrocentesco denominato "Maestro delle Cinque Terre" e considerato
strettamente legato alla cultura Toscana.
Il polittico è sormontato da un crocefisso dipinto su legno della fine
del secolo XV, restaurato nel 1975; nei lunotti marginali sono
raffigurati in altro Dio Padre e lo spirito Santo sotto forma di
colomba, a sinistra la Madonna, a destra San Lorenzo, in basso SAnta
Maria Maddalena col vasetto degli aromi.
Nella navata di sinistra si osserva il trittico di San Lorenzo di
proprietà della Chiesa di Volastra.
Nella navata di destra si ammira un tabernacolo per la custodia degli
olii santi del XVI secolo, sormontato da un bassorilievo marmoreo a
lunotto raffigurante San Lorenzo.
Si ringrazia Don Carlo Brizzi Arciprete di Manarola per aver concesso
le notizie riportate.
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